Sardegna, terra di vento, pietra e mare, ma anche di longevità e benessere. Un patrimonio che non si tramanda solo nei geni, ma anche nei gesti quotidiani e nelle abitudini alimentari che resistono al tempo. In un’epoca in cui si riscopre il valore della dieta mediterranea, l’isola si impone come modello virtuoso grazie a una combinazione unica di cibo sano, prodotti di alta qualità e un ritmo di vita ancora scandito da natura e relazioni autentiche.
 
L’Ogliastra, nel centro-est dell’isola, è ufficialmente una delle cinque Blue Zone del mondo: aree geografiche dove si registra un’alta concentrazione di centenari.
 
Gli studiosi attribuiscono questo fenomeno a vari fattori, ma uno degli elementi chiave è proprio la dieta. Pochi alimenti trasformati, tanto consumo di verdure, legumi, pane integrale, formaggi a latte crudo come il pecorino, e carne solo nelle occasioni speciali.
 
In Sardegna, il benessere passa anche per la qualità della produzione agricola e alimentare. Sempre più giovani scelgono di restare (o tornare) alla terra, creando aziende che combinano saperi antichi e innovazione. È il caso di piccole realtà come quelle che producono olio extravergine biologico in Marmilla, zafferano pregiato a San Gavino Monreale, o pane artigianale a base di lievito madre nei paesi dell’interno. Prodotti a chilometro zero, privi di additivi chimici e pensati per nutrire davvero, non solo riempire.
 
Un approccio che si riflette anche nell’offerta della ristorazione contemporanea sarda, dove chef e cuochi stanno riscoprendo le ricette della tradizione adattandole al gusto moderno senza svilirne l’autenticità.
 
Università, istituti di ricerca e startup stanno sempre più guardando alla Sardegna come a un “laboratorio naturale” per studiare l’impatto della dieta e dello stile di vita sulla salute. La collaborazione tra Università di Sassari e enti internazionali come il progetto Blue Zone spinge in questa direzione. Allo stesso tempo, si sviluppano iniziative legate alla nutraceutica e alla valorizzazione dei prodotti funzionali, come il latte di capra arricchito o il pane a basso indice glicemico.
 
La Sardegna non è solo un luogo da visitare per le sue spiagge e la sua cultura, ma anche un esempio di come si possa vivere più a lungo e meglio. Lo fa con semplicità, attraverso un’alimentazione consapevole, prodotti autentici e un rispetto profondo per i cicli naturali della vita. In un mondo sempre più veloce e artificiale, l’isola insegna che il vero benessere, spesso, comincia proprio da ciò che mettiamo nel piatto.
 
 
Valeria Satta
 
 

 

 
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